La storia dell’Aeroclub di Pescara ha inizio nel maggio 1930, quando, il Reale Aeroclub d’Italia propose la costituzione dell’Aeroclub Pasquale Liberi, presso il Campo d’Aviazione di Pescara.

In quegli anni il Campo di Pescara era sede militare e l’Aeroclub svolse da subito la sua attività in collaborazione con il personale dell’Aeronautica che operava in quell’area.
Nel 1936 un regio decreto cambiò il nome dell’Aeroclub d’Italia in R.U.N.A., Reale Unione Nazionale Aeronautica e, di conseguenza, l’Aeroclub di Pescara fu adeguato sia nel nome, che diventava Sede RUNA di Pescara , sia nella stessa impostazione che la proponeva come “…una struttura collaterale alle attività paramilitari e di propaganda”.
Nei fatti, la nuova struttura facilitò l’attività aviatoria dell’ente relativamente alla scuola di volo per il brevetto di pilota civile, alle attrezzature di volo, agli aeromobili e alla fornitura di carburante.
Nel 1938 il Campo d’aviazione di Pescara cessò di essere un semplice presidio e divenne un “Aeroporto di 4a classe”, per progredire nel ’39 in 3a classe, migliorando in dimensioni e attrezzature e incrementando l’attività grazie ai corsi della scuola di volo militare, nella quale confluivano molti piloti brevettati nella RUNA.
Dopo l’inevitabile sospensione delle attività nel periodo bellico, nel 1944 un decreto del Ministero dell’Aeronautica ripristinava la denominazione Aeroclub, sostituendola a quella di R.U.N.A.
La guerra era appena finita, quando un gruppetto di ufficiali e sottufficiali dell’aeronautica in congedo cominciò a pensare di riorganizzare nella città di Pescara quel sodalizio che negli anni ’30 fino alla vigilia della guerra li aveva entusiasmati. L’operazione da porre in essere in un paese distrutto non era cosa facile (foto n. 1), ciononostante, pur non essendo formalizzata la ricostituzione dell’ente, quel gruppo di appassionati cominciò a riunirsi sotto l’antica egida, eleggendo come presidente Gerardo Gentile e stampando la propria carta intestata con la scritta “Aeroclub Pescara” .
La nuova associazione propose al Ministero dell’Aeronautica la propria disponibilità per “… la vendita di biglietti per le linee aeree che faranno scalo a Pescara” e “lo sfruttamento agricolo di tutta la parte dell’Aeroporto che eccede le necessità del volo”.
Il 13 marzo 1949 l’Aeroclub venne ufficialmente rifondato e intitolato a Ernani Staccioli, mentre la scuola di volo fu intitolata a Vittorio Pomilio.
Sotto la presidenza di Raffaele Breda il sodalizio diventò un validissimo strumento di tutela e di sviluppo per l’aeroporto, riprendendo negli anni difficili del dopoguerra la sua attività di volo: collaborò alla 1a Settimana aerea internazionale nel giugno del ’49 (foto n.2) e nello stesso anno organizzò un avioraduno in onore di Gabriele d’Annunzio.
Nel 1950 fu organizzata la 2a Settimana aerea internazionale, quindi, nel ’51, la 3a e nel ’52 la 4a, mentre da quella data la “Settimana aerea” fu riproposta ogni due anni.
Nel 1954 si tenne a Pescara un avioraduno (foto n. 3) durante il quale fu disputato il “Trofeo D’Annunzio”, una competizione internazionale per aeroplani da turismo valida per il campionato aerosportivo nazionale.
Alla già attiva scuola di volo per il conseguimento della licenza di pilota privato (1° e 2°), dal 1975 intitolata a Loreto Bianchi, istruttore dell’Aeroclub caduto sull’aeroporto di Preturo (AQ), si associò negli anni ’60 quella di paracadutismo, con dei corsi tenuti da istruttori nazionali, ai quali si iscrissero molti appassionati, anche di fuori regione (foto n. 4).
Gli aeromodellisti avevano frequentato fin dagli anni ’50 l’aeroporto di Pescara (foto n. 5) ma, con l’aumento del traffico e delle restrizioni per l’accesso nell’area aeroportuale, sul finire degli anni ’80 si spostarono in altri campi di volo nella provincia di Pescara.
Nel mese di settembre 1959 venne in visita all’aeroporto di Pescara il Mi¬nistro della Difesa Giulio Andreotti. L’Aeroclub, rappresentato da Raffaele Breda, alla presenza del Sindaco Antonio Mancini, presentò al Mi¬nistro due pro¬getti di massima per la realizzazione della pista di volo (foto n.5).
Durante la riunione che si tenne in Prefettura il ministro, ascoltata attentamente la relazione di Breda, rispose che poteva impe¬gnarsi per fi¬nanziare e far costruire la pista di 1200 metri, se il pa¬rere dei tecnici ministeriali fosse stato posi¬tivo. La proposta fu approvata e nel 1959 iniziarono i lavori per la realizzazione della pista.
Le opere edili interessarono l’aeroporto per tre anni, limitando l’attività dell’Aeroclub che volava grazie ad un’autorizzazione eccezionale nei giorni il cui i lavori erano fermi, utilizzando parte della vecchia pista in erba di lato a quella in costruzione (foto n. 6).
Il 10 settembre1961 fu inaugurata la nuova pista in conglomerato bituminoso di 1800 metri di lun¬ghezza per 45 di larghezza che l’Aeroclub di Breda era riuscito a far costruire, permettendo la ri-classificazione del “Campo d’Aviazione” in “Aeroporto”, ed il sodalizio poté riprendere con regolarità la sua attività di volo (foto n. 7).
Nello stesso anno fu organizzata una manifestazione aerea con la partecipazione della Pattuglia Acrobatica Nazionale.
Negli anni ’60 fino agli anni ’80 intensa fu l’attività organizzativa dell’Aeroclub Staccioli, che organizzò gare e manifestazioni aeree alle quali parteciparono pattuglie acrobatiche nazionali ed estere. Anche a seguito di questi eventi, nel luglio 1963 Raffaele Breda ricevette il “Diploma Tissandier”, riconoscimento istituito dalla Fédération Aéronautique Internationale per premiare coloro che contribuiscono in modo significativo all’organizzazione, alla divulgazione e alla cultura di attività aeronautiche .
I piloti del sodalizio presero parte inoltre a gare aeree di regolarità e velocità a livello nazionale, organizzate da altri aeroclub (foto n. 8). Sempre in questo periodo l’Aeroclub organizzò tre gare rivolte ai suoi soci, una di atterraggi e due di regolarità, denominate “Trofeo inter nos”, che ebbero grande successo di partecipazione.
Il 17 aprile 1978 moriva il Comandante Raffaele Breda. Egli fu unanimemente riconosciuto, sia in campo nazionale che internazionale, quale maestro della promo¬zione del volo, un organizzatore in¬faticabile, razionale e generoso, ma anche un uomo pieno di umanità, riservato e modesto. I suoi modi apparentemente burberi celavano, spesso, un fondo di quella moderata timidezza tipicamente abruzzese. Dell’abruzzese aveva anche tutti gli altri pregi che si legavano con quelli dell’aviatore: la competenza e il senso della misura, la sensibilità e la caparbia, la consapevolezza e la prudenza, l’arditezza delle azioni e dei progetti. Se l’antico, dannun¬ziano “Campo di S. Rocco” è diven¬tato un aeroporto, Raffaele Breda, stori¬camente, ne porterà sempre tutto il merito, essendosi battuto per esso durante trent’anni vissuti in seno a quell’Aeroclub che ha tanto amato e che oggi porta il suo nome.
Per l’Aeroclub di Pescara (foto n. 10) questi ultimi sono stati anni difficili per varie cause, una fra tutte, la norma di sicurezza aeroportuale che ha comportato la restrizione del permesso di accesso in hangar e sul piazzale, limitandone fortemente la frequentazione. Grazie alla tenacia del suo presidente e dei pochi membri del direttivo, l’Aeroclub è riuscito a continuare a volare, collaborando con la Protezione Civile della regione Abruzzo per la prevenzione incendi, con un servizio di avvistamento aereo svolto d’estate, nel periodo più critico per tali eventi. Inoltre, nel 2009, l’Aeroclub ha organizzato, la seconda riedizione dello storico volo su Vienna , effettuato nel ’17 da Gabriele d’Annunzio. Sempre nel 2009, nei giorni 25 e 26 settembre, l’Aeroclub Breda ha ospitato il Consiglio Federale dell’Aeroclub d’Italia.
Infine, nel 2010, l’Aeroclub ha curato la realizzazione, voluta dal Comune di Pescara, di una manifestazione aerea alla quale hanno partecipato la Pattuglia Acrobatica Nazionale e altre formazioni civili.
L’aumentata frequentazione dei corsi per il conseguimento della licenza PPL e delle strutture
di base sull’attuale Aeroporto d’Abruzzo, la presenza presso la scuola di volo di un centro TEA (English Test for Aviation), la collaborazione di istruttori e docenti di elevato livello, la rigorosa attenzione alla sicurezza del volo, la migliorata efficienza organizzativa e gestionale garantiscono che questo sodalizio continuerà a volare “più oltre e più alto”, come riportato sul suo logo